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Sorrisi in regalo
Casale Monferrato (AL)
Edizioni Piemme, 2007 |
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Il pallone, che passione!
Luca ha sempre avuto una grande passione per gli album e le figurine,
soprattutto quelle dei calciatori. Ogni volta che chiede a papà di
comprargliene qualche pacchetto, lui gli dice di sì.
_Ma non saranno troppe? _ gli ho fatto notare una volta.
_Valentina, è la passione di Luca. Anch'io, da piccolo, collezionavo
figurine di animali, di regioni, di capitali. Cose istruttive, insomma.
A dire la verità, qualche volta capita anche a me di collezionare figurine.
Mi piacciono soprattutto quelle dei cuccioli, ma anche quelle dei paesaggi.
Naturalmente Luca si diverte a scambiare i doppioni con i suoi compagni. E
nei cassetti della sua scrivania ci sono centinaia di figurine divise in
pacchetti con gli elastici.
E' sempre riuscito a completare tutti gli album.
_Sei contento? _ gli chiedo ogni volta che ne sbandiera uno completo come se
fosse un trofeo.
_Tantissimo. Non si vede? _ risponde lui al settimo cielo.
Conserva con cura tutti i suoi vecchi album, e ogni tanto li tira fuori e si
mette a sfogliarli.
Un giorno ho notato con quanta attenzione si soffermava su quelle pagine e
ho pensato che mio fratello forse inizia a capire l'importanza dei ricordi.
Chissà cosa penserà dei suoi album quando avrà trenta o quarant'anni!
Negli ultimi mesi Luca ha chiesto spesso a mio padre di portarlo allo
stadio: a volte a vedere le partite della Juve, a volte quelle del Torino.
_Si può sapere per quale squadra tifi? _gli ho chiesto un giorno.
_Ancora non lo so _ mi ha risposto.
Io non tifo per nessuna squadra, però mi piace guardare le partite della
nazionale alla televisione.
_Il calcio non è più quello di una volta! _ mi ripete spesso mio nonno. _Eh,
il grande Torino... quante gioie ci regalava! Erano giocatori che lottavano
per lo scudetto, sapevano fare gruppo e formavano una squadra compatta. A
quei tempi guadagnavano poco e giocavano quasi soltanto per gli spettatori,
che ogni domenica riempivano gli spalti dello stadio Filadelfia per
applaudirli e incoraggiarli. Andare allo stadio era come una festa, e il
rispetto per gli avversari era un sentimento profondo e radicato. Si
trascorreva la settimana ad aspettare la partita successiva, a discutere al
bar e in famiglia di un gol di Mazzola o di una prodezza di Ossola.
Ma per tornare a Luca..
Agli inizi di novembre, mentre si cenava, disse: _Mi piacerebbe iscrivermi a
una società sportiva.
_Come mai? _ gli chiesi incuriosita.
_Per imparare a giocare bene a calcio.
_Non lo fai già a scuola?
_Sì però a scuola è solo un gioco. Invece nelle società sportive c'è un
mister vero che ti insegna a giocare come i calciatori veri. Lo so perché
alcuni dei miei compagni ci vanno. Ce n'è una qui vicino, sono soltanto
quattro fermate di autobus.
_Ci tieni proprio, Luca? _ gli chiese mio padre.
_Ci tengo tantissimo.
_Allora ti prometto che mi informerò sulla quota di iscrizione.
_Non costa molto , credo. Però bisognerà comprare anche la maglietta, i
pantaloncini, le calze, le scarpette da calcio..
_Forse sei ancora un po' troppo piccolo _obiettò la mamma.
_Ma se ho più di otto anni e mezzo!
_E chi ti porterà tutti i giorni? Non puoi certo prendere l'autobus da solo.
_Perché no? Ormai sono grande. E poi non è tutti i giorni. Si gioca solo due
volte la settimana: il giovedì gli allenamenti, il sabato la partita.
_Be', potrei accompagnarlo io_ intervenne mio padre. _E' bello vedere tanto
entusiasmo in nostro figlio, non sei d'accordo, Maria?
_Sì, ma sono un po' preoccupata _ tentò di obiettare ancora mia madre.
_Uffa, mamma! _ sbuffò Luca.
_Luca, lo sai che non devi rispondere così a tua madre _lo rimproverò papà.
_Scusami, mamma.
Mia madre sospirò e lo guardò con tenerezza, per fargli capire che lo aveva
già perdonato.
Ero sorpresa di vedere tanta determinazione in mio fratello. Sembrava che si
fosse lasciato alle spalle la sua timidezza e che non vedesse l'ora di
crescere e diventare indipendente.
_D'accordo _ concluse mio padre. _Ma prima di fare l'iscrizione voglio
vedere com'è l'ambiente di questo centro sportivo.
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