la pagina di valentina
la pagina di antonio

LA LETTERA DEL LUNEDI'

Cari bambini,
ogni lunedi' troverete in questa pagina una mia lettera indirizzata a voi. Vi parlero' un po' di tutto. Dei fatti che accadono intorno a noi, delle novita' che possono riguardare i miei libri, di pensieri che mi piacera' condividere con chi mi segue con simpatia da tanto tempo, di storie che scopro o che mi raccontano, di ricordi che possono incuriosirvi, di scuola e di tante altre cose.
Ciao a tutti
Angelo

LETTERA N. 5

Cari bambini,
rieccoci ancora una volta. Per me questa lettera è un bell'appuntamento, perché mi permette di dialogare con voi, con le vostre insegnanti e anche con gli altri adulti che si occupano di organizzare le vostre giornate.
Tuttavia, sarò contento quando un giorno scriverò la mia ultima lettera del lunedì. Vorrà dire che tutto sarà tornato nella normalità, che voi sarete tornati a scuola, che avrete ripreso a giocare nei cortili, a frequentare parchi e giardini, a rivedere i vostri amici dal vivo e non attraverso lo schermo di un computer o di un telefonino.
Quel momento, presto o tardi, arriverà, questo è sicuro. Tutto quanto avete scritto in queste settimane rimarrà a lungo sul mio sito, come ricordo di un periodo difficile della vostra vita, da mettersi alle spalle, ma da non dimenticare.
Noi siamo quello che le nostre esperienze ci insegnano. Nonostante tutto, avremo imparato qualcosa di essenziale anche da questa esperienza che ha coinvolto grandi e piccoli, vicini e lontani.
Dobbiamo sentirci tutti parte di un unico mondo, nel quale dobbiamo vivere aiutandoci a vicenda e rispettando la natura, di cui facciamo parte come esseri umani.
Tante malattie insorgono perché non rispettiamo le regole della natura, facendo violenza all'equilibrio del nostro pianeta, distruggendo foreste, inquinando i terreni e le acque, sfruttando gli animali oltre ogni limite.
Non siamo i padroni del mondo, ma solo degli amministratori che hanno il compito di preservare le sue preziose risorse per noi e le generazioni che verranno.
I bambini lo capiscono prima e meglio dei grandi. E questa è una buona cosa, perché un giorno saranno loro i grandi e dovranno prendere decisioni importanti per tutti.

SCRIVO UNA LETTERA A….
Vogliamo parlare di animali? Di quelli che abbiamo in casa e che ci fanno compagnia?
In questi giorni stanno con noi più spesso, perché siamo reclusi tra le pareti domestiche. Sono più tranquilli? O più irrequieti perché sentono che c'è qualcosa di diverso nell'aria e nel comportamento delle persone?
Nel libro IL VIAGGIO IN EUROPA DI VALENTINA, parlando della città di Berna, in Svizzera, ho ricordato un grande pittore: Paul Klee.
Paul Klee amava molto i gatti, che gli tenevano compagnia mentre dipingeva. Era molto affezionato soprattutto a uno, che aveva chiamato BIMBO.
Quando Paul fu ricoverato in ospedale per curare una lunga malattia, aveva una grande nostalgia del suo gatto, che non poteva vedere e accarezzare.
Allora cosa fece? Cominciò a scrivergli delle lettere: proprio così.
Che ne dite di scriverne una anche voi al vostro animale domestico preferito?
Ecco quella che ho pensato di scrivere io alla mia gatta Luna.

Cara Luna,
come mai in questi giorni sei più affettuosa del solito? Forse perché mi vedi quasi sempre in casa? Mi salti sulle ginocchia quando faccio un pisolino, mi segui quando mi muovo da una stanza all'altra per fare un po' di moto.
Mi ricordo di quando sei entrata a far parte della mia vita. Qualcuno ti aveva incontrata mentre girovagavi senza meta con i tuoi piccoli nelle strade di Casalborgone, vi aveva raccolti e portati da una veterinaria mia amica.
Avevo perso una gatta da poco e Valeria, la veterinaria, mi disse: -Angelo, che ne dici di prendere in casa una trovatella?
-Vengo a vederla - le risposi.
Eri piccola, magra, denutrita. Ma avevi fame più di affetto che di cibo. E io ne avevo molto da dartene.
Ti portai subito con me e da allora invecchi in pace in queste stanze colme di libri.
Quando guardi la strada dalla finestra, mi metto al tuo fianco e mi chiedo se ti tornano alla mente le memorie della tua vita randagia.
Sono sicuro che anche i gatti hanno i loro ricordi e non dimenticano il bene e il male che fanno parte della loro storia.

E se qualcuno non ha un animale cui scrivere? Può scrivere una lettera a chi vuole: un compagno, un amico, un nonno, qualcuno che non sente da molto tempo. Va bene anche una lettera a mamma o a papà.

TRIANGOLO DI PAROLE

Ci sono parole corte e parole lunghe. Lunghe fino a quanto? vi chiederete. Fino ad essere composte anche da 14, 15, 16 e più lettere.
Non devono essere per forza parole che indicano un oggetto, un animale, una persona o una qualità astratta, come "generosità", "indulgenza", "straordinarietà" e così via.
Ci sono anche delle voci verbali belle lunghe. Per esempio: "accompagnerebbero", "addomesticheremmo" che sono composte di ben 17 lettere.
A scuola proponevo ai bambini di costruire dei "triangoli" di parole.
Si comincia da una parola di una sola lettera(una vocale: a, e, i, o, u) e le altre, via via più lunghe con una lettera in più,  si mettono una sotto l'altra. Alla fine, si costruisce un triangolo.
Meglio darvi un esempio.
Eccolo:
 
a
la
mia
sole
treno
marina
maestra
aquilone
cassettina
sconfiggere
abbrustolito
abbigliamento
accalappiacani
acchiappanuvoli
bamboleggiamenti
estemporaneamente

Non dovete per forza arrivare a una parola finale di 17 lettere. Basta anche fermarsi a una di dieci.
Ma qualcuno, chissà, potrebbe arrivare anche a una parola di 20 lettere. Una bella sfida.
Provateci.

IL LIBRO

In questi giorni sto leggendo più del solito. Perciò vi regalo una poesia che ho scritto sui libri.

Il libro

Un libro d'avventure
freme sullo scaffale,
è pieno di paure
che però non fan male.

Un libro di poesie
vuol essere cullato,
è pieno di fantasie
che un poeta ha sognato.

Un libro tutto vero
è pieno di tanta vita,
l'ha scritto un romanziere
che tutta l'ha patita.

Un libro di misteri
attrae chi si annoia,
riempie di pensieri,
regala qualche gioia.

I libri in libreria
non amano star chiusi,
son pieni di malia
vogliono che li usi,

racchiudono sorprese
per chi li sa sfogliare,
aprono pianure estese
a chi non sa più amare.

Nella sezione "DIARI E PENSIERI DI GIORNI DIFFICILI" trovate una poesia scritta da un adulto, Massimo Trombi. È una poesia che potete leggere e commentare con i vostri genitori o le vostre insegnanti.
Massimo è un libraio molto amato dai bambini. A BINARIA, Centro Commensale. Fabbrica del Gruppo Abele, a Torino, legge tante storie a piccoli e grandi. In queste settimane non può farlo, perché la libreria è chiusa.
Ma appena riaprirà, i bambini torneranno ad affollarla con i loro genitori. E sarà festa ad ogni incontro.

Un abbraccio a tutti. Al prossimo lunedì.
Angelo

LETTERA N. 4

Cari bambini,
comincio col farvi i miei complimenti per tutti i testi con i quali state rendendo ricco e bello il sito. Le vostre filastrocche, i vostri pensieri, le vostre storie, le vostre lettere dimostrano che scrivere aiuta a stare meglio, ad affrontare con più forza e serenità i momenti difficili.
Scommetto che non avete mai scritto tanto come in questi giorni. E, ciò che più conta, non state facendo degli esercizi inutili. State scrivendo per esprimere ciò che vi sta più a cuore, per dare voce ai vostri sentimenti e alle vostre emozioni, ai vostri dubbi e alle vostre paure, per condividere con gli altri esperienze indimenticabili.
In queste settimane, molte persone che non conosceremo mai stanno leggendo i vostri scritti, si stanno riconoscendo nelle vostre parole.
Avete capito che non si scrive solo per scrivere, ma per comunicare, per allacciare un dialogo, per confrontarsi con gli altri, per sentirsi meno soli.
Questo è un insegnamento importante che non dimenticherete più. Uno scrittore non scrive mai solo per sé stesso. I libri cui dà vita, uscendo dalle sue mani, intraprendono un viaggio in cui faranno molti incontri.
Chi li leggerà in casa, chi sulla panchina di un parco, chi in treno, chi in aereo, chi a scuola, chi su un prato, chi in una stanza di ospedale.
Anche i vostri scritti, attraverso il mio sito, hanno intrapreso un viaggio, stanno incontrando e incontreranno tanti sconosciuti che li leggeranno, li mediteranno, sorprendendoli e meravigliandoli.
Spero che continuerete a farlo anche nelle prossime settimane, visto che il rientro a scuola ancora non è prevedibile.
Io cercherò di darvi una mano ad usare la scrittura in modo sensato, piacevole, intelligente.
Scrivere non deve essere un tormento, ma una gioia.

LE DEFINIZIONI

I miei alunni si costruivano un vocabolario individuale, dando delle definizioni personali alle parole per essi più significative.
Per esempio, ricordo che Patrizia, a proposito della parola ALLEGRIA, scrisse: "Quando sono allegra, è come se mi sentissi piena di un'acqua fresca tinta di tanti colori e sono impaziente di rovesciarla fuori per colorare il mondo intorno a me".
Perché non provate anche voi a dare le vostre personali definizioni di alcune delle parole che vi propongo? Ma potete sceglierne altre che per voi sono più importanti  e significative
Provate con :

ALLEGRIA, SILENZIO, SOGNO, AVVENTURA, AMICIZIA, PASSATO, PRESENTE, FUTURO, AFFETTO, GELOSIA, INVIDIA, GENTILEZZA, AMORE, CATTIVERIA, PAURA, DOLORE, FATICA, MERAVIGLIA.

CONTINUA LA STORIA

In uno dei tanti libri di Valentina che ho scritto (non vi dirò quale, per il momento) c'è una storia che comincia così:

Flaminia, svegliandosi una mattina da un sogno tranquillo, si trovò trasformata in una variopinta farfalla.
Era adagiata sul guanciale e quando fece per allungare le braccia, si accorse che al loro posto aveva due ali.
Poteva muovere la testa in ogni direzione e così riuscì a contemplare i piccoli puntini rossi, le macchioline azzurre e le spirali verdi che facevano somigliare le sue ali a due tavolozze di colori….

Perché non continuate voi la storia? Lunedì prossimo vi dirò in quale libro di Valentina potrete trovare quella che ho scritto io, così potrete confrontare la vostra storia con la mia, notando differenze ed eventuali somiglianze.
Se è difficile trovare il libro, potrei ricopiare la mia storia in una delle prossime lettere del lunedì, così potrete leggerla senza problemi.

UNA POESIA PER LE MAESTRE

Nelle vostre poesie e filastrocche sulla scuola parlate molto delle vostre maestre, ne descrivete il carattere e le loro qualità che più apprezzate.
Insomma, le maestre sono importanti nella vostra vita. Chi può dubitarne?
Allora ho pensato di scrivere una poesia sul loro prezioso lavoro. Spero che piaccia a voi e a loro.
Eccola:

Le maestre vanno a scuola
tutte le mattine
a coltivare una aiuola
di bambini e di bambine.

Controllano che ci siano tutti,
chiedono notizie di chi manca.
I bambini sono come frutti
ed allevarli stanca.

Ma è bello vederli maturare
e crescere un poco al giorno,
sentirli raccontare
la vita che hanno intorno.

Le maestre ascoltano i loro sogni,
e se qualcuno dice: "Voglio volare"
non rispondono: "Questi son solo sogni".

Non si vola soltanto con le ali
ma anche con il cuore e le parole.
Con l'uno e con le altre sali
dalla terra fino al sole.

PICCOLA ANTOLOGIA PER I BAMBINI

Lettera ai bambini

È difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi che si credono liberi.
Gianni Rodari

Il libro

Prese il libro, il bambino:
l'aprì, lesse, pensò.
Egli era in un giardino
di quanti fior non so.  

Guardò intorno. Nel sole
Splendean cento colori,
ma disse: - Le parole
son più belle dei fiori.
Renzo Pezzani

Un bambino che legge

Un bambino che legge
si dimentica dei piedi,
ha schegge di luce
negli occhi ardenti.

Un bambino che legge
va lontano.
senza che nessuno
lo tenga per mano.
Angelo Petrosino

Un viandante passò da un paese. La gente era al lavoro: gli uomini nei campi, le donne al lavatoio, i bambini a scuola.
Non c'era che un agnellino per la strada: brucava erba tra i sassi e suonava un campanello.
-Benedetto questo paese - disse il viandante - che invece di un cane mette di guardia un agnello. La pace è meglio custodita dall'innocenza che dalla forza.
Renzo Pezzani (dal libro INNOCENZA, SEI, 1963)

PICCOLA ANTOLOGIA PER I GRANDI

La vita di un individuo ha senso soltanto se contribuisce a rendere la vita di ogni creatura più nobile e più bella. La vita è sacra, vale a dire che è il valore supremo al quale tutti gli altri vanno subordinati.

Quando il corso normale della vita quotidiana viene spezzato, ci rendiamo conto che siamo come dei naufraghi che cercano di tenersi in equilibrio su un pezzo di legno in mare aperto, dimentichi di dove sono venuti e senza sapere dove vanno.

Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere.

Condividere le gioie e le sofferenze degli altri, questo deve guidare l'uomo.

E' per me una gioia avere un figlio che ha ereditato il tratto principale del mio carattere: la capacità di elevarsi al di sopra della mera esistenza e di sacrificarsi a lungo per uno scopo che la trascende. Questo è il modo migliore, anzi l'unico attraverso il quale riusciamo a renderci indipendenti dalla nostra sorte individuale e dagli altri esseri umani
(Da: Albert Einstein, Pensieri di un uomo curioso, Oscar Mondadori, 1996).

UN SALUTO

Prima di chiudere questa lettera vorrei che ringraziaste insieme a me l'amico Giulio Di Bari. È lui che sta rendendo possibile questo dialogo prezioso tra me e voi. Si occupa del sito, gli dà il bell'aspetto che lo rende piacevole da consultare e da leggere, inserisce i miei racconti e i vostri testi, accoglie con pazienza le correzioni delle sviste in cui incorro.
Se qualcuno volesse scrivergli una lettera, è libero di farlo.
Ciao a tutti.
E mi raccomando: pazienza e coraggio, restando a casa. Ce la faremo!
Angelo

LETTERA N. 3

Cari bambini,
molti di voi speravano di tornare a scuola oggi. Invece il rientro nelle aule è rimandato ad aprile.
Dovete essere pazienti. Essere pazienti non vuol dire essere rassegnati, deboli, sfiduciati. Al contrario, vuol dire essere fiduciosi, resistenti, coraggiosi.
Chi è paziente è uno che sa affrontare le difficoltà e i sacrifici, sapendo che serviranno ad ottenere i risultati che si aspetta dai suoi sforzi.
Noi cosa ci aspettiamo dai sacrifici che, grandi e piccoli, stiamo facendo in queste settimane? Vogliamo sconfiggere il Coronavirus che il vostro compagno Simone ha ben rappresentato con il suo disegno nella pagina "Diari e pensieri di giorni difficili".
È questione di tempo, ma ce ne sbarazzeremo. Poi voi tornerete a scuola, i vostri genitori andranno a lavorare come hanno sempre fatto, i giardini e i parchi si riempiranno di nuovo di mamme, di papà, di nonni e di bambini, abbracceremo senza timore le persone cui vogliamo bene.
Dai giornali, dalla televisione, da internet non arrivano soltanto notizie tristi e malinconiche. Arrivano anche notizie belle.
Non è una notizia bella sapere che tanti ragazzi più grandi di voi si rendono disponibili ad aiutare gli anziani e i più deboli, facendo loro la spesa senza costringerli ad uscire di casa? O procurando e consegnando a domicilio i medicinali di cui hanno bisogno?
Non è confortante vedere che i giovani aiutano i vecchi, che i nipoti si mettono al servizio dei nonni, che le generazioni si sentono unite nel momento del bisogno?
La vita prospera e regala gioie se ci sentiamo tutti responsabili gli uni degli altri. Ce ne stavamo dimenticando negli ultimi tempi. Questa prova difficile ce lo ha ricordato e ci sta rendendo migliori e più forti.
In questi giorni la primavera si fa sentire con più vigore. La temperatura si addolcisce, alcune piante sono già fiorite, i rami degli alberi cominciano a gonfiarsi di gemme impazienti di schiudersi.
La primavera non è meno bella perché guardiamo dalle finestre e dai balconi i viali alberati o i giardinetti con le loro panchine deserte.
Quelli di voi, invece, che vivono in campagna, in contatto più diretto con la natura, potranno deliziarsi non solo con i suoi colori, ma gustarla anche con i suoi profumi. Noi che viviamo in città annuseremo quelli che il vento ci porterà in casa.
La vita scorre, non si arresta, ci chiede di partecipare con entusiasmo, passione, coraggio. Nessuno deve tirarsi indietro, perché questo mondo è di tutti, quindi anche nostro.

La scuola

Nelle vostre lettere, nei vostri pensieri, nelle vostre riflessioni, torna con insistenza la scuola.

È naturale. La scuola non è soltanto un luogo dove si apprendono lingua e matematica, storia e geografia. A scuola si impara anche a vivere e a costruire il proprio personale futuro. Giorno per giorno, giocando, discutendo, ascoltando, voi crescete, cambiate, modificate il vostro carattere, scoprite aspetti di voi che ignoravate. Questo succede perché ogni giorno vi confrontate con gli altri: con i vostri compagni e con vostri insegnanti.
Sono andato in moltissime scuole nel corso di trent'anni, sono entrato in centinaia di aule e le ho viste cambiare nel tempo. Oggi è normale avere in classe una LIM alla parete, un computer su un banco o sulla scrivania dell'insegnante. Trent'anni fa non era così.
E sessanta, settant'anni fa? Bisognerebbe chiedere ai nonni o ai bisnonni. Ma ci sono poeti, che hanno frequentato quelle scuole, che ce le hanno descritte com'erano.
Io ho trovato la poesia di un poeta che un tempo era molto amato e che ci ha fornito della scuola dei vostri nonni un ritratto affettuoso e nostalgico.
Quel poeta si chiamava Renzo Pezzani e per qualche anno aveva fatto il maestro. Era stato un maestro che faceva scuola in modo brioso, che non annoiava i suoi alunni e li voleva aperti e creativi.
Ecco la sua poesia

La scuola

Come il mulino odora di farina,
e la chiesa d'incenso e cera fina,
sa di gesso la scuola.
E' il buon odor che lascia ogni parola
scritta sulla lavagna,
come un fioretto in mezzo alla campagna.
Tutto qui dentro è bello e sa di buono.
La campanella manda un dolce suono,
e a una parete c'è una croce appesa…
pare d'essere in chiesa:
s'entra senza cappello,
si parla a voce bassa,
si risponde all'appello…
Oh, nella scuola il tempo come passa!
S'apre il libro, si legge e la signora
spiega, per chi non sa, or questo or quello
come in un gioco: un gioco così bello
che quando di fa l'ora
d'uscir, vorremmo che durasse ancora.
Come il mulino odora di farina
e la chiesa d'incenso e cera fina,
la casa prende odor dal pane nostro
e la scuola dal gesso e dall'inchiostro.


Leggetela con attenzione e confrontate la vostra scuola con quella del poeta e maestro Pezzani.

La testa e il cuore.
La mia proposta di inventare una filastrocca sulla tabellina del sei è stata accolta da molti di voi.
Me ne sono arrivate parecchie, tutte molto belle e divertenti. Soprattutto dagli alunni delle maestre Anna e Simona della scuola Anna Frank di Druento.
Chissà se sono state scritte con l'aiuto dei genitori a casa. Me lo auguro! Non c'è esperienza più bella di quella dei grandi che si fanno complici dei piccoli nell'inventare storie, filastrocche o nel risolvere giochi linguistici. Si impara insieme, mettendo in comune esperienze diverse.
Oggi vorrei che vi concentraste su due parole molto importanti: testa e cuore.
In questi giorni più che mai dobbiamo ragionare con la testa, per prendere le decisioni giuste, e sentire con il cuore, per essere vicini agli altri.
La testa e il cuore hanno dato vita a un grande numero di modi di dire, che sono molto interessanti da analizzare.
Di certo avete in casa un grande vocabolario, anche se non è recente e appartiene all'esperienza scolastica dei vostri genitori. Se non lo avete, potete consultarne uno su internet.
Cercate sul vocabolario queste due parole e annotate su un quaderno tutti i modi di dire che le riguardano.
Ve ne elenco alcuni con il loro significato.

Prendiamo cuore:
amico del cuore: amico prediletto
col cuore in mano: sinceramente, con franchezza
avere a cuore qualcosa: averla molto cara

Con testa:
dalla testa ai piedi: completamente, in tutto il corpo.
grattarsi la testa: mostrare indecisione, perplessità
camminare a testa alta: avere orgogliosa coscienza della propria onestà

Secondo me con "cuore" ce ne sono molti di più che con "testa". Verificate da soli.

A lunedì prossimo.
Ciao a tutti
Angelo

LETTERA N. 2

Cari bambini,
buona settimana a tutti. Perché la settimana sia buona, dovete metterci un po' di impegno anche voi. Guardate con fiducia ai prossimi giorni e cominciate a organizzarvi per trascorrerli il più serenamente possibile.
Ragionatene con gli adulti che avete intorno, dai genitori ai nonni, considerate gli impegni che ha ciascuno di loro e come si possono conciliare con i vostri.
I vostri insegnanti sono lontani, ma sono anche vicini, perché potete ascoltarli in video o potete scrivere loro attraverso una mail.
Poi ci sono i vostri compagni e i vostri amici. Anche con loro potete scrivervi o sentirvi al telefono per fare una chiacchierata.
Ma se non abitate lontano, potete anche vedervi, fare una passeggiata insieme a un adulto dove non ci sia folla, ai giardinetti o in un parco vicino casa.
Questo sarà più difficile per quelli di voi che vivono in una zona dove il contagio è più diffuso. In questo caso, stare in casa è la scelta migliore. Non durerà per sempre e questa esperienza insegnerà a tutti qualcosa.
Per esempio, che la nostra vita è legata a quella degli altri più di quanto non crediamo. Questo significa che dobbiamo praticare la solidarietà quotidianamente e in tutte le occasioni. Aiutarsi reciprocamente fa bene a tutti.
Chissà quante famiglie, in questi giorni, si stanno sostenendo a vicenda. Chissà quanti di voi sono ospitati da vicini di casa o da amici mentre mamma e papà sono assenti.
Per non parlare dei nonni, preziosi sempre quando c'è bisogno di  un aiuto in famiglia.
Lo so per esperienza. Quando insegnavo, ne vedevo tanti che si occupavano dei nipotini sia prelevandoli da scuola, sia accompagnandoli ai giardini o in piscina, sia custodendoli a casa finché i genitori non tornavano alla base stanchi dal lavoro o dopo essersi destreggiati a lungo nel traffico.
Alcuni di voi torneranno a scuola dopo il 15 marzo, altri dovranno restare a casa fino al 3 aprile.
Non guardate soltanto alle difficoltà di questi momenti, pensate ai giorni che verranno, quando riprenderete la vita cui siete abituati. Bisogna concentrarsi sul presente, ma guardando sempre al prossimo futuro. E chi più di voi ha il diritto di farlo, visto che avete una lunga vita davanti a voi?
Continuate a scrivere i vostri pensieri e a mandarmeli, per metterli nella pagina-vetrina a voi dedicata, dove potremo leggerli in tanti e condividerli.

Adesso parliamo d'altro.
In questi giorni ho finito di correggere le bozze di LE AVVENTURE DELLA GATTA LUDOVICA.
Cosa sono le bozze? Sono dei fogli sui quali viene stampato il testo non definitivo di un libro. Li si manda allo scrittore e gli si chiede di controllare se ci sono degli errori da correggere, se vuole modificare qualche frase, aggiungerne altre e così via.
Io non ho avuto quasi nulla da correggere o da cambiare, perché avevo letto con molta attenzione i singoli capitoli del libro prima di pubblicarli sul mio sito.
Le bozze che mi hanno inviato dalla casa editrice erano impaginate con le illustrazioni di Sara Not. Sono bellissime, sono colorate e sono tante. Molte sono riprodotte a tutta pagina e sono una gioia per gli occhi.
So che aspettate con impazienza di avere il libro tra le mani. Non dovete aspettare molto.
Il libro sarà in libreria il 12 maggio e sarà presentato al Salone del Libro di Torino subito dopo. Sono certo che vi terrà buona compagnia per tutta l'estate.

Adesso che ne dite di condire questa lettera con un po' di umorismo?
Vi riporto una filastrocca sulla tabellina del 7 che prendo dal mio libro A scuola di enigmistica.
Eccola:

Sette per uno sette.
Melone, ti faccio a fette.

Sette per due quattordici.
Voglio un paio di forbici.

Sette per tre ventuno.
Tre bacetti per ciascuno.

Sette per quattro ventotto.
Appena esce il sole, mi scotto.

Sette per cinque trentacinque.
Il mio gatto è davvero pingue.

Sette per sei quarantadue.
Tutte le colpe son solo tue.

Sette per sette quarantanove.
Un poco piove, un poco spiove.

Sette per otto cinquantasei.
Come son bui gli ipogei.

Sette per nove sessantatré.
Ma un ipogeo, cos'è?

Sette per dieci settanta.
La mia pazienza non è tanta.

Perché non provate a scrivere voi quella del 6? Vi suggerisco l'inizio, che però potete cambiare a piacere:

Sei per uno sei.
Per favore, mi dia del lei.

Sei per due dodici.
In questo negozio, prezzi modici.

Sei per tre diciotto.
Preparo un buon risotto.

Continuate voi.
A lunedì prossimo.
Un saluto affettuoso a tutti.
Angelo

LETTERA N. 1

Cari bambini,
forse chi non vi conosce bene pensa che in questi giorni di lontananza forzata da scuola, per molti di voi è una festa. Non si studia o si studia poco, non ci sono compiti da fare, ci si può alzare più tardi la mattina, si può guardare di più la televisione…
Tutto qui? Voi sapete bene che a scuola si possono fare molte più cose, più interessanti e più varie.
Si incontrano i compagni, si gioca insieme durante gli intervalli, ci si scambia merende e figurine, si raccontano segreti agli amici del cuore, si ascoltano le storie lette dalle maestre, si condividono piccole e grandi gioie, si festeggiano compleanni.
E si studia, naturalmente. Lo studio costa fatica, ma è anche un'occasione per mettere in evidenza le vostre abilità, i vostri interessi per una o un'altra materia, per provare l'orgoglio di avere fatto qualcosa che ha richiesto tempo e pazienza per essere preparata bene.
A scuola vivete la vostra vita e la confrontate con quella degli altri,
mettete alla prova la vostra forza e scoprite, a volte con sorpresa, le vostre debolezze. Provate tante emozioni e tanti sentimenti, più di quanti ne provate a casa, nella strada, in ogni altro luogo che frequentate per svolgere una attività o per divertirvi.
Nella scuola crescete giorno dopo giorno, vi preparate a diventare grandi attraverso prove ed errori. E non vi sentite mai soli. C'è sempre qualcuno che vi cerca, che ha bisogno di voi, e qualcuno di cui voi avete bisogno per un giorno o un'ora.
Perciò sono sicuro che in questi giorni in cui sentite parlare i grandi di malattia, di febbre, di igiene personale, di precauzioni, non siete tanto contenti di dover restare a casa.
Chi l'ha deciso, lo ha fatto perché ha a cuore il vostro benessere e la vostra salute. Ma questa pausa terminerà. Riempite questo vuoto leggendo, dedicandovi alle vostre attività preferite, ascoltando le vostre insegnanti che, munite di computer, vi fanno lezione a distanza e vi dicono che anche a loro la scuola manca e che non vedono l'ora di rivedervi in classe.
Dopo una sosta, si riprende a correre più veloci di prima. E voi siete i migliori corridori della vita.

Appuntamento a lunedi' per una nuova lettera!

© Angelo Petrosino. E' vietato riprodurre su altri siti o piattaforme anche piccole parti del testo senza il consenso esplicito dell'autore.